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Subscribe | Retrun to feeds | Users subscribed: 2 | Last Updated: Sep 07 2008, 16:19:16

Colpetto di Stato

06 Sep 2008 16:48:06 | Informazione

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Un blogger mi ha segnalato una modifica del Codice Penale che abolisce il reato di colpo di Stato. E’ successo due anni fa, con il penultimo governo dello psiconano. Ma nessuno se ne è accorto. Lo ammetto, neppure io. Giornali e televisioni ripieni di giornalisti e direttori piduisti neanche. Si sono voltati dall’altra parte di fronte allo stravolgimento dell’articolo 283.
Dal 2006 partiti, massonerie coperte e organizzazioni criminali possono fare un colpo di Stato senza conseguenze. Purchè non usino 'atti violenti'. Lo possono fare con la corruzione, con l’informazione deviata, con i criminali in Parlamento sottratti alla scelta elettorale per l’abolizione della preferenza.
Questi, sia i PDL che i PDmenoelle, si sono cautelati per il futuro. Metti che le cose cambino. Che in Italia si affermi la democrazia. E che qualcuno chieda conto a questi impuniti delle loro azioni, anche del colpetto di Stato che hanno già fatto. In quel caso si appelleranno al nuovo Codice Penale, il Codice P2, in nome della giustizia.

“Caro Beppe,
il 13 marzo 2006 sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato. Di sicuro il paese sentiva un gran bisogno di queste modifiche. La più interessante è la quella dell'articolo 283 del Codice Penale. Così recitava:
'Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.' E' stato modificato in: 'Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni'.'
Con atti violenti, non attraverso il partito di cui è padrone o corrompendo parlamentari attraverso le loro amanti. Preparati al Golpe, ma non temere se non ci saranno 'atti violenti', sarà perfettamente 'legale'. Per pura coincidenza ricordo che l'articolo 283 è quello che fece processare la P2.'

Ps: Il 25 aprile 2008 le televisioni di tutto il mondo hanno ripreso il V2 day. In Italia lo ha ripreso in circuito chiuso solo la Digos. La televisione australiana ha trasmesso un servizio di un’ora. Anche gli aussie sanno cosa succede nel Bel Paese. Ho estratto e sottotitolato dieci minuti di trasmissione. E’ uno spettacolo!

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del 31 agosto 2008
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Comuni: padroni a casa nostra!

06 Sep 2008 11:32:10 | Politica

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Gli incontri dei consigli comunali sono pubblici. Possono essere filmati e resi disponibili ai cittadini non presenti. Si entra in sala, si dichiara che si vuole riprendere la seduta e si filma. Nei consigli comunali si decide il nostro futuro dall’acqua alla sanità, dalla scuola all'ambiente. I consiglieri comunali sono nostri dipendenti e come tali devono rendere conto pubblicamente delle loro azioni.
Quello che scrivo non è rivoluzionario. Se lo leggesse uno spagnolo o un americano alzerebbe il sopracciglio, penserebbe che sono cose scontate. A Los Angeles i “City Council meetings”, un equivalente dei nostri consigli comunali, sono trasmessi in diretta via cavo dalla televisione Canale 35 e su Internet. L’informazione è un servizio pubblico. Il dibattito comunale è pubblico. Le decisioni prese sono pubbliche. I sindaci e gli assessori che vietano le riprese in aula hanno un concetto privatistico della politica. Non si rendono conto che il loro stipendio è pagato da coloro che vogliono filmarli e, quindi, controllarli. I Comuni dovrebbero filmare direttamente gli incontri consiliari e renderli visibili in diretta e on line. E accettare i commenti dei cittadini in Rete.
Sindaci e assessori, cosa avete da nascondere? Gli euro che vi permettono di sbarcare il lunario o, più spesso, di vivere alla grande ve li danno i cittadini. Quando entrano in Consiglio con la telecamera dovreste accoglierli con un tappeto rosso. Sono i padroni che vengono a farvi visita. I vostri veri riferimenti. Se voi li fate cacciare dalla Polizia o dai Carabinieri (ma a che titolo potete farlo?), loro devono ritirarvi il mandato.
Invito tutti i MeetUp a filmare gli incontri dei consigli comunali e a metterli in rete su YouTube con il tag: “Fiato sul collo”. Il blog li farà vedere tutti, uno ad uno.
Per le amministrative del 2009 dobbiamo sapere quali assessori e sindaci sono dalla parte dei cittadini e della libera informazione. E quali sono invece i servi ben pagati dei partiti. Chi vieta le riprese non deve più essere votato. Loro non molleranno mai, noi neppure.


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del 31 agosto 2008
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La nuova Italia dei Comuni

05 Sep 2008 12:59:27 | Politica

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Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo sono due piccoli comuni che hanno vinto una battaglia contro l’esercito americano. Il raddoppio della base statunitense a Vicenza ha subito un arresto. I due comuni hanno bloccato la costruzione delle nuove caserme per alloggiare i militari. Una legge regionale fissa i limiti di edificabilità nelle aree agricole. Se fossero state costruite le 215 case previste per i soldati americani, gli abitanti non avrebbero potuto costruire più nulla per 10 anni.
Kambiz Razzaghi, responsabile per i lavori della nuova base Dal Molin, ha dichiarato: “Yes, Quinto is dead (sì, Quinto è morto)”. Gli americani sono senza casa, per ora. Stanno pensando di disperdersi sul territorio con piccole enclavi nei comuni vicentini. Dieci case qui, quindici lì e qualche ospitata nei bed and breakfast veneti.
I comuni sono il punto di appoggio della leva che solleverà l’Italia. Lo hanno dimostrato in Val di Susa, in Campania, a Vicenza. Non si può mentire a chi vede i fatti con i propri occhi. La nuova base Dal Molin farebbe di Vicenza il bersaglio principale in Europa di una guerra contro gli Stati Uniti. La più grande base militare di Europa da cui possono partire bombardieri con armi atomiche. Non c’è nessuna ragione per farla.
Il 5 ottobre 2008 a Vicenza si terrà il Referendum Comunale contro la base. Il quorum è di 35.000 votanti. Io ci sarò per sostenerlo. Vorrei che in futuro Kambiz Razzaghi dichiari: “Yes, Dal Molin is dead”.
Da Vicenza arriva arriva un’altra buona notizia. Il progetto Dal Molin 2.0 della Lista Civica Vicenza Comune a 5 stelle presentato da Davide Marchiani. Al posto della base militare pannelli fotovoltaici. Vicenza guadagnerebbe un miliardo e trecento milioni in 20 anni. Energia elettrica gratis a 25 mila famiglie su 43 mila. Il progetto è illustrato puntualmente nel documento allegato che si può scaricare. Invito i vicentini a sostenerlo e i residenti in altri comuni a copiarlo.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

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Delirio

04 Sep 2008 13:48:02 | Politica

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Il Paese è in pieno delirio. Discutere con lo psiconano o con Topo Gigio Veltroni è impossibile. Sono nullità che si credono importanti. Uno è Napoletone e l’altro l’ Obama bianco de noantri. I primati bianchi al potere li abbiamo solo noi. Gli altri li esibiscono allo zoo. Mettersi sul loro piano vuol dire perdere il senno. Nulla di ciò che dicono è vero, ma neppure importante, ma neanche intelligente. Chi li vede dialogare dall’esterno, come i media stranieri, non può capirli, sono dei pazzi in libertà. Hanno messo un tappo alla nazione con l’informazione di regime.
Il delirio della democrazia si diffonde e trasforma in merda ciò che tocca. I cittadini non possono filmare i loro dipendenti nelle sedute dei consigli comunali. Non possono eleggere i loro dipendenti in Parlamento e in futuro neppure in Europa. Non sono uguali alla legge rispetto alla banda dei quattro.
I nostri dipendenti sono dentro un manicomio. Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos’è la realtà. La confondono con i loro interessi privati o di partito. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti, il tunnel in Val di Susa, il digitale terrestre e la magistratura al guinzaglio. Sono deliri alla veltrusconi. Le chiamano posizioni dialoganti.
Abbiamo provato a parlare con questi pazzi con le nostre proposte a Prodi, la legge di iniziativa popolare, la raccolta di firme per il referendum, le denunce al Parlamento Europeo a Strasburgo e a Bruxelles e mille altre cose. Non è servito. Se discuti con un pazzo, chi ti osserva dall’esterno vedrà due pazzi che farneticano. Un nuovo partito in Parlamento equivale a un sano di mente in un manicomio criminale. Diventerebbe uguale a loro, è solo una questione di tempo. Dipendiamo dall’estero per l’energia e non sfruttiamo le rinnovabili. Dipendiamo dall’estero per i beni alimentari e asfaltiamo i campi di grano. Abbiamo uno dei più grandi debiti pubblici del mondo e regaliamo cinque miliardi di euro alla Libia. L’Egitto importa dall’Ucraina il pane e noi le centrali atomiche. La Russia minaccia ritorsioni nucleari per la Georgia e le basi atomiche americane con 90 testate nucleari le abbiamo noi, a Ghedi Torre e ad Aviano.
I pazzi non sanno di esserlo e credono che i veri pazzi siano i sani di mente. Non abbiamo alternative alla democrazia fai da te, all’autogoverno, al presidio del territorio, alla partecipazione a ogni decisione che riguarda la collettività. Il delirio del Parlamento e dei partiti va smontato dal basso come una costruzione di lego. Dobbiamo riprenderci i comuni e, dove questo non sia possibile, mettere sotto controllo i sindaci e gli assessori. Filmandoli, intervistandoli, denunciando le loro omertà.
Nel 2009 ci saranno le elezioni amministrative. E’ una delle ultime occasioni per uscire dal delirio e entrare nella modernità. Nelle prossime settimane pubblicherò un simbolo che dovrà essere comune a tutte le liste civiche, un programma di riferimento tratto dalle migliaia di idee ricevute per le primarie dei cittadini e una data per un incontro nazionale delle liste e dei meet up che si terrà all’inizio del prossimo anno. Fuori dal delirio, dentro la realtà.

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La battaglia del grano

03 Sep 2008 16:57:45 | Economia

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Se le guerre di dopodomani si combatteranno per l’acqua, le guerre di domani si faranno per il cibo. Grano, riso, frumento, soia. Rivolte e assalti ai forni sono già avvenuti in molti Paesi, dall’Egitto all’Indonesia, dalle Filippine all’India. I raccolti stanno diventando più importanti del petrolio. E’ meglio vivere da fermi che morire di fame in movimento.
Gli Stati sovrappopolati si stanno muovendo sullo scacchiere mondiale comprando terreni coltivabili. La Cina in Brasile, Laos, Kazakhistan e Tanzania. L’India in Uruguay e Paraguay. La Corea del Sud in Sudan e in Siberia. L’Egitto in Ucraina. In parallelo, sta nascendo un nuovo protezionismo, quello dei morti di fame. Gli Stati che non producono sufficienti risorse alimentari per la propria popolazione ne bloccano l’esportazione o aumentano i dazi. E’ umano. Il prezzo dei beni alimentari sta crescendo a velocità folle in tutto il mondo, anche grazie agli speculatori finanziari. E’ l’economia.
Il meccanismo che si è messo in moto è infernale. Uno Stato, ad esempio la Cina, aumenta le sue bocche da sfamare mentre distrugge il territorio coltivabile. In Cina nel 2005 gli espropri di terra ai contadini erano aumentati di 15 volte rispetto a dieci anni prima. Terre trasformate in zone residenziali e industriali. Meno terra, meno cibo, più cinesi. L’equazione si risolve comprando terra per cibo altrove. Nei Paesi che, per ora, possono permettersi di esportare prodotti agricoli. Ma anche in questi Paesi la popolazione è in aumento, la terra per cibo sta diminuendo, per la speculazione edilizia e per il biofuel, e l’acqua per le irrigazioni scarseggia. Cosa succederà quando i brasiliani vedranno partire il frumento e non avranno il loro pane quotidiano? Qualunque governo non durerebbe una settimana e i terreni venduti allo straniero nazionalizzati. Il cerino in mano rimarrebbe alla Cina e ai suoi armamenti.
La Cina è il primo produttore mondiale di cereali e di riso. Una volta esportava. Nel 2007 la Cina ha prodotto 501,5 milioni di tonnellate di grano, i cinesi ne consumano 510 milioni. Secondo la FAO, nel 1985 i cinesi mangiavano 20 chili di carne a testa in un anno, nel 2018 i chili saliranno a 70. Per fare carne ci vogliono cereali e terreno. La Cina importa, già oggi, il 60% della soia di cui ha bisogno.
Se il primo produttore mondiale deve importare, gli altri come l’Italia, cosa dovranno fare? Il nostro Paese visto dall’alto sembra un incubo edilizio. Sta scomparendo sotto il cemento. La priorità deve essere l’autosufficienza alimentare, non i parcheggi e gli inceneritori.
Ps: un consiglio: fatevi un orto sul balcone o in un piccolo pezzo di terra.

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Prostituti di sè stessi

02 Sep 2008 15:04:00 | Informazione

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Il sesso sta cambiando. I papponi stanno scomparendo. Ognuno è, se vuole, il prostituto, o la prostituta, di sé stesso. I portali del porno fai da te stanno scalando le classifiche di tutti i Paesi del mondo. Ogni posizione del kamasutra è spiegata dal vivo da decine di migliaia di interpreti che pubblicano le loro prestazioni sessuali per promuovere capacità amatorie o per esibizionismo. Si può scegliere il partner più vicino a casa, compaiono in elenchi che tengono conto della località dalla quale ci si collega, e invitarlo in chat per un drink. Quello che viene dopo lo decide lui, o lei. O loro.
Il sesso può essere anche gratis. Sesso gratis con una persona di nostra scelta. Si può. E’ sufficiente che si dia l’autorizzazione a riprendere l’atto e a metterlo in rete. Il nostro anonimato sarà protetto da una mascherina sul volto.
Il vecchio mercato del porno sta scomparendo. Non più cinema a luci rosse con il pensionato che fa la maschera per arrotondare. La vendita di dvd e giornali porno è crollata. Il mercato è cambiato. Ci si vende da soli, se serve o se ci piace, senza bisogno di editori o di magnaccia. E’ la nuova liberazione sessuale. Se prima il porno riguardava qualche milione di persone, adesso sono centinaia di milioni che si collegano ogni giorno in Rete per pubblicare, guardare, contattare.
Crollano le vecchie barriere sociali. Le nostre. Nell’isola di Thaiti, prima dell’arrivo dei missionari, non esistevano tabù sessuali. Il sesso era naturale come bere o mangiare. A quante persone stringiamo, magari distrattamente, la mano in una giornata? Non ci facciamo caso. Per loro il sesso era una stretta di mano. Non esisteva. Gli omosessuali erano il terzo sesso, il mahu. Con pari dignità rispetto agli altri due. Non c’erano conflitti, tratta di minorenni, prostituzione o teste rasate a caccia dei diversi.
La Rete è democratica, chiunque può vendere il proprio corpo senza passare dal cartello della criminalità organizzata. I prezzi diminuiscono senza il costo della intermediazione. Il sesso è un mercato planetario e ha un linguaggio universale. Si può vedere prima di comprare. Pensate se questo fosse possibile anche per l’idraulico o l’elettricista o per il politico. Il sesso a scatola chiusa e da marciapiede sta tramontando. Il vaso di Pandora si sta aprendo. Una, cento, un milione di Thaiti.

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Passaparola, lunedì 1 settembre, ore 14.00

01 Sep 2008 11:30:29 | Informazione




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Un Beretta al giorno toglie il morto sul lavoro di torno

31 Aug 2008 10:42:37 | Informazione

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Beretta:Morti sul lavoro, in Italia il 50% in itinere
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Maurizio Beretta è un ex giornalista di regime. Maurizio continua a disinformare per conto di Confindustria nel suo nuovo ruolo di direttore generale. I morti sul lavoro trasformati in una guerra di numeri. Un taglio di 374 morti sul lavoro, un confronto falsato con gli altri Stati europei, trasformare i morti in cantiere in incidenti stradali. Un link scomparso dal sito dell'Inail. E il gioco è fatto. Il morto non c'è più e l'Italia è all'avanguardia per la sicurezza sul lavoro. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Marco Bazzoni risponde a Beretta punto per punto. Menzogna per menzogna.
Leggete il libro 'Morti Bianche' di Samanta Di Persio disponibile sul blog a prezzo libero.

'Egregio direttore Generale di Confindustria Maurizio Beretta,
leggendo la notizia di ieri dell'agenzia Asca 'INCIDENTI LAVORO: BERETTA, 500 MORTI L'ANNO. MENO DI FRANCIA E GERMANIA', e guardando il video dell'intervista su YouTube 'Beretta:Morti sul lavoro, in Italia il 50% in itinere',
vorrei dirLe, come ho detto a suo tempo (sempre tramite lettera) al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che non è assolutamente vero che il 50% degli infortuni mortali sul lavoro sono in 'itinere', cioè nel tratto casa/lavoro- lavoro/casa, ma sono molti meno.
Al seguente link era stata pubblicata la tabella con i dati degli ultimi 10 anni sugli infortuni sul lavoro, quindi compresi quelli in itinere (mortali e non):
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670419722/Andamento_storico.pdf
Però adesso, 'stranamente', non è più possibile aprire tale tabella. Sarà un caso?!
Cmq, no problem, io mi ero già ricopiato, a suo tempo, i dati sugli infortuni mortali in itinere:
- anno 1997 (1392, in itinere 104, con una percentuale del 7,5%),
- anno 1998 (1442, in itinere 104, con una percentuale del 7,2 %),
- anno 1999 (1393, in itinere 102, con una percentuale del 7,3 %),
- anno 2000 (1401, in itinere 53, con una percentuale del 3,8%),
- anno 2001 (1546, in itinere 296, con una percentuale del 19,1 %),
- anno 2002 (1478, in itinere 396, con una percentuale del 26,8 %),
- anno 2003 (1445, in itinere 358, con una percentuale del 24,8 %),
- anno 2004 (1328, in itinere 305, con una percentuale del 23 %),
- anno 2005 (1280, in itinere 279, con una percentuale del 21,8 %),
- anno 2006 (1341, in itinere 266, con una percentuale del 19,8%).
Mentre per quanto riguarda i dati per l'anno 2007, gli infortuni mortali sono stati 1210 (dati provvisori quelli in itinere 296, quindi con una percentuale del 24,5%.
Quindi ben lontani dal dato fornito da lei del 50 %.
Inoltre, mi suona nuova la cosa, che le imprese investano 12 miliardi di euro in sicurezza sul lavoro, proprio non la sapevo.
Ritornando agli infortuni mortali in itinere, secondo me è giusto che vengano considerati infortuni mortali sul lavoro, perchè un lavoratore non va a divertirsi, ma va al lavoro o torna dal lavoro.
Sembra quasi che la maggior parte della colpa degli infortuni mortali sul lavoro sia da imputare alle strade e non alle imprese, ma le cose non stanno proprio così caro direttore Beretta.
Inoltre, morire in un cantiere stradale, quello non è un morto sul lavoro?! Infine, come fa a dire 500 morti sul lavoro all'anno, meno che in Francia e Germania?
Basta aprire il rapporto annuale Inail per l'anno 2007. Andare a pagina 12, e leggere cosa c'è scritto nella tabella 'Infortuni mortali avvenuti negli anni 2006-2007 per gestione e tipologia di accadimento: nell'anno 2007, c'è scritto; infortuni mortali in occasione di lavoro = 874, e non 500!
Nell'attesa di una sua risposta, La saluto.'Marco Bazzoni - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Email: bazzoni_m@tin.it

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I blogger della Malesia

30 Aug 2008 16:10:10 | Tecnologia Rete

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Le Croci di Malta-1
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Raja Petra Karamudin è un blogger della Malesia. Lo scorso giovedì il suo blog, il primo di opinione politica del Paese, è stato oscurato dal governo. Malaysia Today è stato bloccato dalla società di telecomunicazioni di Stato Telekom Malaysia.
I politici malesi si sono accorti, dopo le ultime elezioni, che la Rete può condizionare i risultati. E mandarli a casa. Raj Petra è solo l’inizio. L’obiettivo del primo ministro Abdullah Badawi è di normalizzare Internet, rendendolo simile agli altri media.
Badawi ha ammesso di aver sottovalutato la Rete, che in Malesia è l’unica reale alternativa all’informazione di Stato. Il governo, per chiudere Malaysia Today, ha usato la Malaysian Communications and Multimedia Commission (MCMC). La commissione ha riscontrato, dopo un’attenta analisi, che i commenti postati erano “insensibili e ai limiti dell’incitazione”. In sostanza erano contro il governo.
Raja Petra ha dichiarato: “Il governo ha scritto a tutti i 20 Internet service provider e mi aspetto che saremo bloccati entro pochi giorni”.
Il sito Malaysia Today è ancora visibile all’indirizzo: http://m2day.org/. Leggetelo e diffondete i contenuti.
Questo blog è disponibile per Raja Petra. Se vuole, pubblicherò i suoi articoli in lingua malese e inglese in una sezione dedicata alla Malesia.
Bloggers di tutto il mondo, unitevi!

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del 24 agosto 2008
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Stati SpA

29 Aug 2008 14:36:50 | Politica

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Gli Stati sono sempre più simili a società per azioni. Gli Stati SpA possono fallire come una qualunque azienda e dichiarare bancarotta. Foreign Policy e The Fund for Peace hanno rilasciato l’Indice 2008 degli Stati falliti. Quando uno Stato cessa di esistere? “Quando il governo nazionale perde il controllo di parte o di tutto il suo territorio e non è più in grado di assicurare la sicurezza personale dei suoi cittadini. Quando i governi perdono il monopolio del potere e delle leggi e l’ordine inizia a disintegrarsi. Quando non riescono più a garantire servizi essenziali come l’educazione, la salute e il cibo perdono la loro legittimazione”.(*)
Il fallimento è accompagnato all'inizio dall’aumento dell’inflazione e dal deterioramento di tutte le infrastrutture e in seguto da guerre civili, terrorismo, prevalere della criminalità organizzata.
La valutazione sulla salute degli Stati è fatta con 12 variabili, tra queste l’economia, i diritti umani, i servizi pubblici, la pressione demografica, il numero di rifugiati. Chi supera i 100 punti cessa in sostanza di esistere. Negli ultimi quattro anni, da quando è calcolato l’indice, gli Stati falliti sono passati da 7 a 13. E gli aspiranti new entry falliti, con un punteggio tra 90,1 e 99,3, sono diventati 22.
Se uno Stato fallisce crea instabilità globale. La criminalità lo utilizza per i traffici di droga, come in Afghanistan, primo al mondo per la produzione di eroina. Ospita gruppi terroristici, il primo è l’Iraq. Le guerre civili superano i confini nazionali, come è avvenuto per il Ruanda. L’ambiente viene devastato, succede ad Haiti, in Somalia. Le malattie epidemiche si diffondono.
Un tempo, gli Stati imperialisti erano la minaccia più importante per la pace. Oggi è l'epidemia del fallimento degli Stati. Quanti devono fallire perché scompaia la civiltà come la conosciamo?
I primi dieci ex Stati, nell’ordine, sono: Somalia, Sudan, Zimbabwe, Ciad, Iraq, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Costa d’Avorio, Pakistan, Repubblica Centroafricana.
Finalmente una buona notizia. L’Italia non è ufficialmente tra gli Stati falliti. Questo nonostante la definizione di Stato fallito sia, in gran parte, il nostro ritratto. Forse, da noi, l’Antistato ha preso il posto dello Stato e nessuno se ne è accorto.

(*) Lester Brown in “Plan B 3.0”

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del 24 agosto 2008
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L'acqua non è una merce

28 Aug 2008 16:20:51 | Informazione

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Chi controlla i bisogni primari, controlla la società. PDL e PDmenoelle lo sanno bene. Senza acqua si muore, ma se l'acqua viene privatizzata i partiti vivono meglio. I concessionari sanno essere riconoscenti, voti, soldi, poltrone finanziati dal rincaro dell'acqua a carico dei cittadini.
Le liste civiche del blog avranno come punto fondamentale del loro programma l'acqua. Non si può privatizzare. Non è una merce, è un diritto. Come respirare, parlare, amare. Gesù trasformò l'acqua in vino, Veltrusconi la vuole trasformare in business. Beati gli assetati di giustizia perchè vedranno i ladri dell'acqua in galera. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

'Caro Beppe,
nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare. E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua? Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!'. padre Alex Zanotelli

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del 24 agosto 2008
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Jurassic media

27 Aug 2008 13:14:23 | Informazione

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La giornalista De Gregorio ha preso il posto del giornalista Padellaro. Guiderà l’Unità. Un giornale assistito dalla carità pubblica. Come gli altri, del resto. Vivono di pubblicità, sempre meno, e delle tasse degli italiani. Soru, governatore del centro sinistra, finanzierà il suo giornale con l’IRPEF. Il nostro, non il suo. L’Unità in un libero mercato avrebbe già chiuso i battenti con gli album delle figurine di Topo Gigio Veltroni. Altri, come Libero, Il Riformista, Il Foglio non sarebbero mai nati. I finanziamenti pubblici ai giornali non sono pubblici. Nel senso che non li decidono le persone. Nessuno finanzierebbe una Polito o una Feltri Onlus.
Gli elemosinieri della stampa sono i partiti e le lobby. Sono TUTTI giornali schierati. Il Sole con Confindustria, la Repubblica con il PDmenoelle, il Corriere con il salotto buono dei Geronzi e dei Tronchetti. Se prendi ordini prendi i soldi, altrimenti chiudi. Nei prossimi dieci anni i giornali, non solo in Italia, scompariranno. Li ricorderemo come un’era jurassica insieme a Scalfari. In tutto il mondo i grandi gruppi editoriali tagliano il personale, riducono le testate, spostano gli investimenti sull’on line. La pubblicità sta migrando verso Internet. In 8/10 anni il travaso sarà completato. Un media non controllabile. Le informazioni le fanno i cittadini. Il palinsesto lo decidono i navigatori. Più sei credibile, più sei visitato nel tempo. Non sono ottimista. Sta succedendo ora.
Marco Travaglio ha detto che l’Unità ha raggiunto una media giornaliera di 48.000 copie. Non ha aggiunto, forse per modestia, che la maggior parte delle copie le porta lui. Molti hanno comprato l’Unità in questi anni solo per leggere Bananas o Uliwood Party. Infatti, Travaglio non è stato nominato direttore dell’Unità. Travaglio partecipa a questo blog con “Passaparola” una volta alla settimana. Tira spesso, senza il supporto di una redazione e la partecipazione di direttori, giornalisti, correttori di bozze e galoppini, 170.000 visualizzazioni su YouTube, oltre ai contatti streaming. Senza fare pagare le tasse a nessuno. Quattro volte le copie giornaliere dell’Unità. Senza editori, senza canone, senza pubblicità. E’ la Rete, bellezza. Paga chi vuole e se vuole.

Le prime dieci “libere conversazioni” di Marco Travaglio, circa due ore, sono state raccolte, con il titolo: 'Ci pisciano addosso e ci dicono che piove', nel primo numero della collana “Passaparola” da oggi disponibile sul blog.

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Una tranquilla Italia da paura

26 Aug 2008 12:28:29 | Muro del pianto

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I sindaci sono in prima linea contro la violenza, ma non quella degli stupratori. Quella dei turisti che vengono in Italia a passare un tranquillo week end di paura. Un turismo sprovveduto. Gente che si espone a proprio rischio e pericolo in tenda o in camper. Un atteggiamento che rovina la reputazione dell’Italia all’estero.
Una coppia di tedeschi con un cagnolino parcheggia la macchina e campeggia in una spiaggia di Torre Annunziata. Sono picchiati, la ragazza stuprata da tre ITALIANI che, secondo le cronache, fanno un giro con lei per due volte a turno in macchina. Il cagnolino morsica uno dei tre ITALIANI e per vendetta viene sgozzato.
Giosuè Sparita, sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata, ha tenuto a precisare che i due turisti “con un po' di attenzione in più avrebbero potuto evitare l'orribile episodio di violenza”.
Due cicloturisti olandesi si fermano alle porte di Roma. Montano una tenda in un campo a Porta Galeria, periferia sud. Sono picchiati a sangue con i bastoni da due ROMENI. Lei è stuprata dai due pastori ROMENI (uno espulso da tempo). La donna ha perso quasi tutti i denti. Ora è in ospedale insieme al marito.
Gianni Alemanno, sindaco di centrodestra di Roma, si è soffermato sull’episodio: “Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza
Al loro Paese olandesi e tedeschi, ma vale lo stesso per danesi e irlandesi, piantano la tenda in un prato e dormono tranquilli. Da noi vengono stuprati due volte, dai delinquenti e dalle autorità.
Campeggiare alla periferia di Roma “abbandonata da Dio e dagli uomini” in cui vagano “branchi di pastori” o su una spiaggia campana senza fare “un po’ di attenzione” alla delinquenza locale è più pericoloso che dormire in una foresta della Tanzania.
L’italiano in CASA SUA ha sbarre alla finestra, porte blindate e antifurto e il turista viene in Italia in tenda senza pitbull e armi da fuoco?
All’estero pensano che il fim Gomorra sia una fiction, invece è tutto vero. I turisti, prima di partire, dovrebbero essere costretti a guardarlo a occhi aperti come il protagonista di Arancia Meccanica.

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Comuni a 5 stelle: Acquanegra

25 Aug 2008 11:23:50 | Informazione


Consiglio comunale Carate Brianza

La democrazia in Italia non c’è più. Non è attraverso un nuovo partito che le cose cambieranno, come alcuni, anche nel blog, credono. Tutto cambierà quando cambieremo noi. Nella nostra vita quotidiana, in quello che mettiamo nella borsa della spesa, nei nostri comportamenti. I partiti sono il passato. I cittadini sono il futuro. la democrazia deve essere partecipata, attuata. Attuata da me, da te, da tutti. La delega a Veltroni o a Berlusconi produce solo mostri. E’ il sonno della democrazia. E’, ormai, una pagliacciata. Non c’è nessuno dall’altra parte del muro. Troverete interessi economici, bancarottieri, mafiosi in doppiopetto, massoni, scarichi industriali, centrali nucleari, inceneritori e ignoranza.
Non possiamo più voltarci dall’altra parte di fronte alla distruzione della nostra società, dobbiamo voltarci da QUESTA parte. E fare qualcosa. Non abbiamo bisogno di un altro duce e un altro re, ma solo di dipendenti che ESEGUONO il nostro programma.
Dobbiamo iniziare dai comuni, il blog appoggerà nel 2009 le liste civiche che si ispireranno al suo programma. In settembre inizierà la campagna elettorale. Senza l’amministrazione dei comuni, i partiti si svuoteranno come un palloncino bucato, i piranha non avranno più l'acqua dove nuotare. I comuni virtuosi esistono già, sono veri comuni a cinque stelle. Ne riporterò le esperienze sul blog.
Un’ultima cosa: FILMATE (e sottotitolate) le sedute dei consigli comunali e mettetele in rete. E’ un vostro diritto. Se il sindaco non ve lo permette, denunciatelo.

“Acquanegra: l’acqua del rubinetto di casa.
Il nostro viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle comincia da qui, Acquanegra Cremonese, comune di circa 1500 abitanti in provincia di Cremona. L’avventura di questa piccola comunità per ridurre la propria impronta ecologica parte dall’acqua, dal bene comune per eccellenza, così maltrattato nel tempo e fatto merce per gli interessi dei soliti noti.
L’amministrazione comunale, ad un anno dal proprio insediamento, lancia il progetto “Chiare, fresche e dolci acque… del rubinetto”. Dopo aver distribuito un foglio informativo in tutte le case in cui venivano spiegati i vantaggi ambientali ed economici derivanti dall'utilizzo dell'acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia, fu organizzato un incontro pubblico con la responsabile del laboratorio della ditta che gestisce la rete idrica, durante il quale furono raffrontate le caratteristiche chimiche di alcune acque minerali in commercio con quelle dell'acqua prelevata all'uscita del rubinetto di un'abitazione privata. In quell’occasione furono anche presentate le analisi chimiche della stessa acqua del rubinetto dopo un trattamento di filtrazione con una apposita brocca.
Per convincere sempre più famiglie ad utilizzare l'acqua del rubinetto, l’iniziativa (ancora oggi attiva) prevede un intervento del Comune in due forme: la fornitura in comodato gratuito ai cittadini che ne fanno richiesta, e che hanno acquistato un set di 3 filtri, di brocche filtranti; il rimborso di una parte del costo per l'installazione di un filtro a struttura composita, conforme ai requisiti di legge, da applicare sotto il lavello. Circa il 10% delle 500 famiglie del Comune ha aderito all'iniziativa, la maggior parte scegliendo la brocca.
Se ipotizziamo un consumo medio di 1.5 litri al giorno per famiglia, è possibile stimare che in questi tre anni sono state “risparmiate” circa 55.000 bottiglie di plastica.
Anche le scuole comunali sono state coinvolte nell’iniziativa, coinvolgendo le maestre sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto e sulle garanzie di salubrità dell’acqua filtrata e installando nelle due mense scolastiche i filtri a struttura composita.” A cura di Marco Boschini

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Uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà

24 Aug 2008 10:32:15 | Politica

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Gli italiani non si meritavano Giovanni Falcone. Lui sapeva che lo avrebbero ammazzato. Così come lo sapeva Paolo Borsellino. Sono andati a morire come i primi cristiani nel Colosseo. Lasciati soli dalle istituzioni, dai partiti, da molti colleghi. Borsellino morì di fronte alla casa della madre. Non fu prevista nessuna misura di sicurezza. Ci andava ogni domenica. L’autobomba fu parcheggiata a pochi metri dal campanello del cancello. Il 13 luglio 1992, sei giorni prima dell’attentato, disse a un poliziotto: “Sono turbato. Sono preoccupato per voi, perché so che è arrivato il tritolo per me (dal continente, ndr) e non voglio coinvolgervi” (*).
Sedici anni dopo Capaci, il presidente del Consiglio si chiama Silvio Berlusconi. In Parlamento ci sono Cuffaro e Dell’Utri. La mafia non ha più bisogno delle bombe. Gli bastano le leggi. “Un rapido elenco di ‘riforme’ : 1) sostanziale abolizione dell’art.41 bis che impediva la comunicazione tra i detenuti e l’esterno; 2) revisione di alcuni articoli del codice di procedura penale che hanno posto limiti all’utilizzabilità delle dichiarazioni accusatorie; 3) dopo la revisione di tali norme, vero cedimento alle richieste della destra, nessuna disposizione è stata varata a tutela dei cittadini non mafiosi che testimoniano nei processi di mafia; 4) la nuova legge sui collaboratori di giustizia ha provocato un’unica conseguenza: non si pente più nessuno; 5) la possibilità di allargare l’istituto del rito abbreviato anche ai reati più gravi, con uno sconto immediato di un terzo e la contemporanea conclusione delle indagini su quei fatti. A ciò va aggiunto che nessuna iniziativa è stata adottata per rendere operativa l’anagrafe dei conti e depositi bancari prevista sin dal 1991 su suggerimento di Giovanni Falcone”. (**)
Intervistato da Francesco Licata nel febbraio del 1991, Falcone si lasciò andare a uno sfogo: “Ma cosa credono questi signori? Davvero sono convinti che siamo tutti uguali? Credono che mi stia salvando la vita? Io non ho paura di morire. Sono siciliano, io. Sì, io sono siciliano e per me la vita vale meno di questo bottone”. (**)
Lo psiconano vuole riformare quello che è rimasto della Giustizia e dice di volerlo fare “ispirandosi al pensiero di Falcone”. Può permettersi di dirlo senza che nessun giornalista presente gli sputi in faccia o, più sobriamente, gli ricordi la permanenza dell’eroe Mangano nella sua villa di Arcore. La riforma della Giustizia è già avvenuta da tempo. L’hanno attuata D’Alema e Fassino, Castelli e Berlusconi, Prodi e Mastella. Un passo alla volta. Un allungamento dei tempi di prescrizione alla volta. Un indulto alla volta. Una limitazione delle intercettazioni alla volta. Un'abolizione del falso in bilancio alla volta. Oggi siamo ai chiodi bipartisan nella bara.
Don Arena, nel romanzo: ‘Il giorno della civetta’ di Sciascia, divideva l’umanità in uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà. Falcone era un uomo, noi, che siamo rimasti, cosa siamo?

(*) L’agenda rossa di Paolo Borsellino. Lo Bianco, Rizza. Ed. Chiarelettere
(**) Storia di Giovanni Falcone. La Licata. Ed. Feltrinelli

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Morti Bianche: 'Spirale di solidarietà'

23 Aug 2008 16:46:11 | Muro del pianto

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Riporto una testimonianza dal libro 'Morti Bianche' di Samanta Di Persio disponibile sul blog a prezzo libero.

'Sono Vanessa Sciancalepore, cugina di Michele Tasca. Il 3 marzo 2008 è avvenuta la tragedia alla Truck Center di Molfetta, specializzata in lavaggio di cisterne. Le cause del dramma che ha portato lo strazio nella mia famiglia ancora non sono certe. So solo che il primo operaio è sceso nella cisterna di proprietà delle Ferrovie dello Stato per effettuare la pulizia e nessuno l’ha visto risalire. La cisterna doveva essere bonificata perché avrebbe dovuto contenere zolfo. Successivamente sono andati giù contemporaneamente mio cugino e un suo collega. Sembrerebbe che mentre scendevano le scale sono svenuti perché la sostanza letale all’interno della cisterna era presente in quantitativi elevati. Potrebbe essere stato l’idrogeno solforato la causa del decesso. Di certo c’è che è volato via e Michele è morto da eroe, perché voleva salvare un altro operaio.
Tutti sono morti per cercare di salvarsi fra di loro; una catena di solidarietà che ha spezzato la vita a Michele e ad altri quattro uomini: Vincenzo Altomare, 60 anni, titolare della ditta Truck Center, Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore, 24 anni e Luigi Farina, 37. Operai specializzati.
Quel martedì mia sorella tornò a casa verso le 18.00 e mi disse: “Vane, Michele ha avuto un incidente, è grave”. Quando sentii quelle parole sbiancai. Tremavo, non volevo crederci. La mia risposta fu: “Oh, mio Dio!” Sono scappata diretta verso l’ospedale. Volevo trovare mio cugino. Mentre lo cercavo, mi ripetevo che si sarebbe ripreso. Arrivata davanti alla sua stanza non mi hanno fatto entrare, sono riuscita solo a vedere mia madre e mia zia che piangevano.
Allora ho capito che la situazione era veramente critica. Quel giorno mia madre e mia zia erano insieme, stavano facendo le pulizie. Un amico di famiglia le ha avvisate dicendo che alla Truck Center era accaduta una tragedia, c’erano dei morti, ma le rassicurò dicendo che Michele non era fra quelli. Allora, loro hanno immediatamente chiamato il cellulare di mio cugino. Rispose un medico dicendo che il ragazzo era molto grave. Sono corse all’ospedale e sono riuscite a vederlo solo mentre veniva spostato da un ospedale all’altro. Michele verrà ricordato come l’ultimo operaio che si è spento. All’inizio i medici non ci avevano dato speranza, quando si accorsero che respirava ancora fu portato all’ospedale di Molfetta e poi trasferito al reparto di rianimazione di Monopoli. La mattina del 4 marzo, alle 5.30 il cuore di mio cugino ha smesso di battere, per le gravi lesioni riportate ai polmoni. Io l’ho saputo un’ora dopo.
Avevo pregato tutta la notte. Avevo tenuto tutta la notte la corona del rosario in mano, con la speranza che lui si svegliasse. Anche se in una stanzetta remota del mio cuore, dove non volevo entrare, sapevo che non sarebbe stato possibile. È stata la notte più lunga e dolorosa che abbia mai trascorso. Sarà difficile dimenticare.
È impossibile riuscire a trovare le parole per descrivere il dolore immenso che si prova. L’ultima volta che l’ho visto, era disteso sul lettino. I suoi occhi azzurri erano chiusi, sembrava addormentato, la testa era bendata. Solo un piccolo ciuffo di capelli si vedeva. Non potevo toccarlo, avevo voglia di abbracciarlo, di dirgli che gli volevo bene, pensavo che si sarebbe svegliato. Ma non è successo. Dopo qualche mese dalla sua scomparsa, non vederlo più mi fa terribilmente male, è una sofferenza enorme. La mancanza diventa un tormento. Guardare le sue foto non basta. A volte pensi di aver sentito la sua voce, di averlo visto per strada, ma non è così. La notte mi addormento con la speranza di svegliarmi e accorgermi di aver solo fatto un brutto incubo, oppure mi addormento sperando di sognarlo. Michele era un ragazzo speciale. Non lo dico solo perché era mio cugino, lo dico perché è veramente così. Aveva due grandi occhi azzurri espressivi. Era divertente, solare, educato, sincero, dolce, generoso, sensibile, riservato ed anche un grande lavoratore. Ha incominciato a lavorare da piccolissimo, prima come barista, poi come lavaggista di cisterne. Anche quando frequentava la scuola lavorava, il periodo estivo come stagionale negli hotel, alberghi: era un cuoco. Si divideva nei suoi lavori estivi e invernali per pagarsi la macchina. Amava la musica house, le automobili, la sua squadra del cuore era il Milan e naturalmente il Bari. Non aveva vizi, l’unico se così si può definire, era il fumo. Ma sono certa: aveva voglia di vivere.
Non lo ricordo mai triste, il suo sorriso lo caratterizzava, anche durante qualche rara discussione. Non alimentava mai liti, cercava di non far pesare mai niente. Aveva sempre la battuta pronta, era impossibile annoiarsi e non volergli bene. Con Michele avevo un legame fortissimo, andavamo molto d’accordo e spesso uscivamo insieme. Era premuroso, non mi lasciava mai sola. Ogni volta che tornava dai lavori stagionali aveva sempre un regalino per me. Io e Michele eravamo coetanei, eravamo inseparabili, alla nostra età a tutto pensi tranne che puoi morire. Quando la tua vita viene colpita da una tragedia, inevitabilmente si cambia. Mi sento intimorita. Mia zia è tornata a sorridere, ma solo in apparenza. C’è il proprio lavoro che distrae. Ma ogni tanto lo sguardo si fissa, i pensieri tornano lì. Mi interrogo su come possa essere accaduto.
Me la prendo con lo Stato italiano che non è severo abbastanza e così tutti fanno quello che vogliono perché non vengono puniti. Vorrei che lo Stato si desse da fare prima che accadono queste tragedie, non intervenire dopo quando ormai è troppo tardi. Ma ho constatato che non interviene neanche dopo. Ci hanno dato le stelle al merito, ci hanno promesso un’occupazione, ma dopo tre mesi ci hanno dimenticato. Fino a tre anni fa vivevo in Germania. Lì le cose sono diverse, non ho mai visto un operaio senza elmetto o altre misure di protezione. Le pene ed i controlli vengono effettuati con criteri diversi da quelli italiani.
Perché lavorando si deve morire? L’unica risposta che ho trovato per giustificare tanto dolore è che Dio e il papà di Michele, volato via 20 anni fa, l’hanno voluto al loro fianco. Forse mio cugino era troppo buono per poter vivere in un mondo di crudeltà, falsità e ingiustizie. Il tormento però continua: perché proprio lui? Ogni cosa che mi circonda mi fa pensare a lui, a volte di notte penso che la stella più luminosa sia proprio lui. È li che mi protegge.'
Samanta Di Persio dal libro 'Morti Bianche'.


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La nicotina e la morte delle api

22 Aug 2008 11:23:22 | Ecologia

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Se vedete un’ape che muore, preoccupatevi. Albert Einstein disse: “Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.
Le api producono miele, pere, mele, pomodori, trifoglio, erba medica, latte, carne. Trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Le api, un bioindicatore dell’ambiente, sono una specie a rischio. Oggi loro, domani noi. Il Guardian nell’articolo “Honeybee deaths reaching crisis point” riporta che un terzo dei 240.000 alveari britannici è scomparso durante l’inverno e la primavera. Il ministro inglese Rooker ha dichiarato che, se non cambierà nulla, entro dieci anni non ci sarà più un’ape nell’isola. Le api contribuiscono all’economia britannica per 165 milioni di sterline all’anno per la produzione di frutta e verdura. Oltre al miele naturalmente. La Honey Association prevede che il miele locale sarà finito in Gran Bretagna entro Natale. Riapparirà sulle tavole soltanto nell’estate del 2009.
La crisi è mondiale. Il maggior produttore di miele è l’Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. Negli Stati Uniti (-25% degli alveari nel 2008) e nel resto del mondo le api ci stanno lasciando. In Italia è una strage. Nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo. Ma non è una priorità. Gli inutili soldati nelle strade, il bavaglio alla Giustizia con la separazione delle carriere, le impronte ai bambini Rom, il lodo Alfano per la messa in sicurezza della banda dei quattro, gli inceneritori della Impregilo. Queste sono priorità!
Perché le api muoiono? Per l’ambiente, il clima, la varoa (un acaro), i pascoli trasformati in coltivazioni di soia per i biocarburanti, per i pesticidi, l’inquinamento dei corsi d’acqua. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder) perché la razza umana sta avvelenando il mondo.
Qualcosa in Italia si può fare e subito. Vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi. In Francia lo hanno già fatto. Sulle api hanno l’effetto della nicotina. Gli fanno perdere il senso dell’orientamento, non riescono a ritornare nell’alveare e muoiono.
Chi usa o produce un pesticida nicotiniode mette a rischio, oltre alle api, anche la nostra sopravvivenza. Datemi una mano, inserite nei commenti di questo post informazioni sui produttori, sugli utilizzatori, sulle conseguenze sull’ambiente.
Chi avvelena un’ape, avvelena anche te.

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Nazionalismi olimpici

21 Aug 2008 11:02:03 | Informazione

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Le Olimpiadi di Pechino, ma anche quelle precedenti, lo confesso, mi danno la nausea. Le abolirei. Sono un fantastico baraccone economico che gira il mondo ogni quattro anni. Dove arriva il circo si costruiscono stadi, strade, grattacieli, metropolitane, intere città. Le Olimpiadi sono un trionfo, un orgasmo del cemento.
La torcia accesa non è più simbolo di pace. Il mondo continua le sue guerre, i suoi stermini a sei cerchi. Il Tibet e lo Xinjiang sono finiti sotto il tappeto degli sponsor. La Georgia e l’Ossezia sono stati eventi fastidiosi, hanno tolto spazio al tennis da tavolo e al nuoto sincronizzato. Le Olimpiadi sono un treno impazzito. Se chiedete al macchinista qual è la prossima stazione non saprà rispondervi.
Delle Olimpiadi mi infastidiscono i record fasulli, gli sport olimpici praticati da quattro gatti, gli atleti dopati, l’entusiasmo a comando degli spettatori, le premiazioni in fila per tre. Più di ogni altra cosa, però, è il nazionalismo che mi manda in bestia. Il nazionalismo dello sportivo che piange all’alzabandiera, con la mano sul cuore, lo sguardo perso verso l’alto. Il nazionalismo dei media che danno spazio sempre agli atleti nazionali, anche di discipline improbabili (conoscete qualcuno che giochi a Badminton?), anche se lontani del podio. Le Olimpiadi sono una guerra simulata.
Vorrei atleti senza bandiere. Senza sponsor. Senza un Presidente che li saluta alla partenza e li riceve al ritorno da trionfatori. Vorrei che chi usa i suoi eserciti per uccidere altri esseri umani DURANTE le Olimpiadi sia espulso con infamia e per sempre dai Giochi. I russi che hanno invaso la Georgia, gli americani che occupano l’Iraq, la Cina che schiaccia il Tibet non hanno nessun diritto morale di partecipare o di ospitare i Giochi Olimpici.
L’uomo non è più il centro delle Olimpiadi, le Nazioni hanno preso il suo posto.La grancassa mediatica delle medaglie e delle medagliette ci fa sentire più italiani, più messicani, più coreani. Più diversi. I migliori. Le razze elette.

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Le margherite padovane

20 Aug 2008 12:02:01 | Salute Medicina

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Il cromo esavalente è cancerogeno e mutageno, è un prodotto di scarto industriale. Nel nord Italia è presente nei fiumi, dalla Dora, al Po, al Brenta e nei prati. Chi lo scarica risparmia sui costi di smaltimento. Chi deve controllare, pagato dalle tasse dei cittadini, non fa nulla. Chi lo respira, lo beve attraverso l’acqua o lo mangia con i prodotti della terra si ammala e muore di tumore. I delinquenti che inquinano e i parassiti che non controllano non sono mai condannati. Il meccanismo di causa e effetto non è immediato come un colpo di pistola. Ma non c’è alcuna differenza. Gli inquinatori sono degli omicidi e le pubbliche amministrazioni informate sui fatti sono testimoni che tacciono o colludono. Quando c’è un processo di solito i loro reati vanno in prescrizione o patteggiano. E, per loro, la vita può continuare a sorridere grazie alle leggi italiane. Il 95% dei reati in Italia non è di fatto punibile, cadeau dello psiconano.
A Bassano del Grappa è in corso un processo per omicidio colposo plurimo per la morte per tumore di 14 operai della PM Galvanica di Tezze sul Brenta a causa del cromo. La prossima udienza si terrà il 21 novembre 2008. A Tezze e dintorni sono stati scaricati nell’ambiente negli ultimi vent’anni rifiuti tossici, tra cui il cromo esavalente. E’ un territorio ricco di acque e di falde inquinate, come riportato anche dai giornali locali. La quantità massima di cromo esavalente permessa è di 5 microgrammi per litro. Nelle falde che vanno da Tezze a Cittadella e a San Giorgio sono stati rilevati 170 microgrammi. Nella zona vi sono importanti aziende di acque minerali.
Si sa tutto dell’inquinamento, ma i giorni scorrono tranquilli. Di tanto in tanto c’è qualche sorpresa. Nei prati e nei giardini dell’Alta Padovana si possono trovare delle margherite giganti. Petali enormi da togliere uno ad uno. Al posto di “M’ama, non m’ama”, si mormora, toccandosi, “Muoio, non muoio”. Le infiorescenze gialle della Leucanthemum cromum padovanas sono alte, folte e spesse. Dopo le margherite, toccherà alle persone. I padovani mutanti si riconosceranno per una leggera fosforescenza verde e per un aumento esagerato del pisello. Il cromo esavalente al posto del Viagra. E’ bello morire così.

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Eleições Limpas

19 Aug 2008 13:43:21 | Politica

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Il Parlamento italiano è diventato nero? No, è solo più sporco. Mussolini si vergognerebbe di essere accostato a condannati per mafia e per corruzione. I condannati in via definitiva sono del PDL, 'ma anche' del PDmenoelle. I morti viventi della sinistra denunciano la scomparsa dell'opinione pubblica. Quella che hanno ignorato, sbeffeggiato, insultato. Populista, giustizialista, qualunquista. Per questi se l'opinione pubblica non ha la loro opinione, non esiste. Ho l'idea che i condannati, anche per reati gravissimi, in via definitiva o in primo e secondo grado, pensino di averla fatta franca. Qualche ragione possono averla. Topogigissimo Veltroni con il suo governo ombra è una farsa all'italiana. Ci vorrebbe Alberto Sordi con la sua inimitabile pernacchia per definirlo. Il Lodo Alfano ha reso intoccabile la banda dei quattro e lo psiconano è finalmente rilassato.
Voglio rassicurare Curzio Maltese, Nanni Moretti, Eugenio Scalfari e gli Intellettuali della Sinistra. L'opinione pubblica esiste! E' stata in tutte le piazze d'Italia a discutere di energia, di rinnovabili, di Wimax, di economia sostenibile. A Bologna l'otto settembre 2007, a Torino il 25 aprile e a piazza Navona l'otto luglio 2008. La sua voce parla di futuro e loro sono il passato. Non riescono a sentirla. La richiesta di una legge per un Parlamento Pulito è stata ignorata. Il Parlamento è più infetto di prima, più distante di prima dai cittadini. Deputati e senatori: mogli, amanti, sodali, avvocati, corrotti e corruttori sono 'nominati' dai partiti. Il Parlamento è diventato un luogo pubblico per atti privati.
Le altre nazioni ci stanno superando in tutto, anche nella giustizia, anche in Sudamerica. Un blog ha segnalato che in Brasile l’AMB , Associazione Magistrati Brasiliani, sta promuovendo l'iniziativa “Eleições Limpas” (Elezioni Pulite). In Brasile, sin dal 1990, non possono essere eletti candidati con condanne definitive, grazie a una legge popolare. L'AMB ha chiesto che alle prossime elezioni comunali sia reso ineleggibile anche chi è stato condannato in primo grado. Il STF (Supremo Tribunale Federale) ha respinto la richiesta. L'AMB ha iniziato allora una raccolta di firme per una nuova legge popolare.
I candidati brasiliani non sono diversi dai nostri. Le loro condanne vanno dalla corruzione, al riciclo di denaro sporco, all'estorsione, al traffico di droga. C'è una piccola differenza, l'opinione pubblica brasiliana non è considerata giustizialista perchè non vuole essere rappresentata da condannati. I magistrati non sono eversivi se chiedono pulizia in Parlamento e il Governo e l'Opposizione uniti non passano il tempo a proteggersi a vicenda dai cittadini.
L'AMB pubblica sul suo sito l'elenco aggiornato di tutti i candidati con un processo a carico. In Italia lo fa un comico, in Brasile i magistrati.

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